Poesie inedite di Mariella Bettarini

Mariella Bettarini e Agata Italia Cecchini, for se le poetesse più brave d’Italia, due voci femminili tra tanto poetare maschile, due voci che si distinguono e si fanno valere anche se per ragioni opposte. La Cecchini si esprime con una poetica melodica, raffinata; il bel verso levigato da mano d’ artista scorre armoniosamente tessendo tra il mondo esterno e il dramma della donna innamorata, tra l’io-donna e il suo partner, il tutto connesso ad una realtà metropolitana tecnologica odierna come a puntualizzare quesiti e metodi per affrontare tale realtà artificiale.

La Bettarini, invece, ha un verso più nervoso, robusto, quasi duro che è quello della donna che protesta da posizioni di sinistra; che abbraccia il socialismo, lo spirito libertario, o il cattolicesimo non importa, ma sempre lambita da contraddizioni nella sua simpatia umana, fervida spinta per il suo amore verso l’underdog ragione per cui si sente vicina alla tesi antigruppo dei 21 punti per una (Possibile Poetica e che la rende prima poetessa anti.

Il suo verso ha un lungo, accumulativo, potente e intenso respiro che porta avanti tutto il componimento senza alcuna sosta e, sebbene ogni tanto una virgola indichi una breve pausa, è un verso ampio tanto da farmi azzardare un paragone 3 con Alien Ginsburg o Walt Whitman. Le poesie della Bettarini rispecchiano un travaglio che è angoscia della donna moderna e perciò, pur provandola un po’ aspra, e direi quasi negativa, concordo con la critica di Giùseppe Zagarrio sul Ponte del marzo scorso; sì, è vero che dalla poetica della Bettarini scaturiscono forti contraddizioni come il voler respingere il potere e il netto rifiuto degli aspetti più crudi della protesta, ma ciò è naturale in una poetessa della statura come la Bettarini, donna moderna in ogni senso; è necessario, dunque, che un critico sincero, quale Zagarrio, lasci un certo spazio a tali contraddizioni. E poiché la donna è sempre enigmatica, specie quando spiritualmente raggiunge alti livelli, possiamo leggere alcuni versi della Bettarini che avanzano con una logica spaventosa, con una pesantezza quasi metallica mentre flagella se stessa, gli altri e le cose che la circondano,una logica che è martello sulla coscienza e che chiude con una sottile ironia quanto meno te l’aspetti.

Nat Scammacca 

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