Museo Del Disegno: Incontro con Salvatore e Giuseppe Romano

Arte: tra mitologia e sogni, esposti disegni a china di Romano

 

Con tecnica dei puntini si disvela nel mistero del bianco e nero

PALERMO

(di Giovanni Franco) (ANSA) – PALERMO, 6 SET – Racconta storie fantastiche tra mitologia e sogni domestici, tra passioni improvvise e sconforti. Con la tecnica dei puntini realizza straordinari disegni a china che evocano dimensioni oniriche. E’ questa la cifra di Salvatore Romano, 57 anni, palermitano, che torna dopo 35 anni ad esporre nella sua città natale. Si inaugurerà venerdì prossimo alle ore 18 al museo del disegno, una mostra di 30 disegni a china inediti a cura di Nicolò D’Alessandro. “Instancabile disegnatore questo artista introverso, anima solitaria e malinconica, dipana, in questa breve rassegna di disegni di piccolo formato, un lungo tormentato diario autobiografico dove proietta fantasmi e desideri – scrive D’Alessandro –

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Speranze deluse e progetti”. “La tecnica dei puntini, molto usata dai bravi acquafortisti del Cinquecento e del Seicento in Europa, nel tempo è stata sempre meno praticata, sino quasi a scomparire. Sono davvero pochi, in Italia, gli artisti contemporanei che lavorano a china utilizzando soltanto i puntini, che affidano la loro vicenda artistica al disegno. – prosegue – Questa tecnica, per i non addetti ai lavori, presuppone una notevole capacità di concentrazione, una mano sicura e una esemplare pazienza. Doti queste che certamente caratterizzano il lavoro di questo solitario e inquieto artista”. “Per una lettura che non si soffermi soltanto al risultato o alla qualità evocativa dell’immagine come riflessione condivisa, credo possa essere utile ricordare che il più semplice degli elementi su cui si basa il linguaggio visivo è il punto. – prosegue D’Alessandro – È la traccia lasciata su una superficie quando vi si appoggia uno strumento (matita, penna, pennello, ecc.) e dalla pressione della mano che ne determina la grandezza. Il primo gesto che ognuno di noi, accostandosi ad una superficie, compie. Il primo contatto della matita o della penna o di qualsivoglia strumento su un piano. Penso alla mano di un bimbo che, al contatto, attratto dal bianco della carta scopre la minuscola traccia del punto; comincia a tracciare i punti che si addensano, si rarefanno, vengono disposti liberamente, si allineano in una traccia continua, diventano linee, diventano libera forma, scrittura, ma sono anche il piacere della sorpresa e la consapevolezza di poter comunicare”. Per collocare Romano in un sistema artistico, D’Alessandro sostiene di “riferirsi ad alcuni pittori francesi come George Seurat e Paul Signac. Molti altri, che alla fine dell’800, dipingevano, con atteggiamento scientifico, aderirono al Pointillisme, scomponendo con piccolissime pennellate i colori nei suoi componenti, dipingevano i loro quadri. La tecnica adottata metteva in pratica le scoperte sulla percezione visiva e sulle teorie del colore e tale metodo usato necessita di un’elevatissima precisione. Per queste ragioni, vennero definiti ‘Puntinisti’. Salvatore Romano che rinunzia al colore e si affida al mistero del bianco e nero, disvela la forma e costruisce il senso del suo racconto”. La mostra è visitabile dal 9 al 24 settembre in via Mogia, 8. Romano dopo aver conseguito il diploma dell’Accademia si è trasferito a Firenze dove vive e opera da quaranta anni. Ha partecipato per invito a numerose mostre collettive, tenuto mostre Personali. Numerosi sono i quotidiani, le pubblicazioni su libri e le riviste specializzate che si sono occupati del suo lavoro. Ha pubblicato alcuni racconti illustrati da suoi disegni. Venerdì alle ore 20 seguirà l’incontro con lo scrittore Giuseppe Romano autore del romanzo Come una Carezza (edizioni Arianna) con la prefazione di Leoluca Orlando. Interverranno Piero Carbone, Salvatore Ferlito e Nicola Romano. (ANSA).

Contro Il Popolo

 

Dopo Confindustria, anche Fmi fa capire che, se al referendum costituzionale non dovesse vincere il Sì (come dicono i sondaggi), potrebbe finire malissimo. Avrete forse visto la slide in cuiConfindustria, con precisione svizzera, prevede il calo del Pil, l’aumento dei poveri e la diminuzione degli occupati in caso di vittoria del No al referendum di ottobre.

Fmi preferisce muoversi in modo più “diplomatico”: intanto, parlando di Brexit, dal Fondo Monetario Internazionale ci fanno sapere che l’uscita dell’Inghilterra dall’Ue costerà all’Italia 20 anni di recessione, la quale potrebbe vedere una fine solo nel 2025. Un po’ come a dire: “Vedete cosa succede quando le decisioni importanti le prende il popolo ignorante, invece di dar retta agli esperti?”. FTSE Mib calato del 9%, valore delle banche precipitato del 25%,  Pil 2016 previsto al di sotto dell’1%: tutta colpa di questa stupida democrazia!

Oltre a questo bilancio catastrofico, Fmi ha avvertito in modo velato ed educatissimo che l’esito del referendum confermativo potrebbe avere ripercussioni ancora peggiori, rispetto alla Brexit, sull’economia del nostro Paese.

FMI referendum Brexit

Fmi ammette che spetta al popolo italiano scegliere se accettare la riforma costituzionale. Ma poi spiega anche che, se dovesse vincere il No, andrebbero persi “elementi importanti” per snellire i processi decisionali delle istituzioni, potrebbe esserci più instabilità e, quindi, Fmi – suo malgrado – sarebbe costretto a constatare l’outlook negativo della nostra economia. Aprendo le porte alle barbare orde di speculatori finanziari, pronti a spolpare il nostro paese.

Insomma, questi signori della Troika (Ue-Bce-Fmi) la democrazia non la sopportano proprio: con la Grecia gli era riuscito di sputare in faccia al volere popolare del referendum, convincendo Tsipras a piegarsi al loro volere, ignorando l’”OXI” scelto dai cittadini greci. Ma con la Brexit la situazione gli è sfuggita proprio di mano: a dispetto del terrorismo informativo dispiegato, e alla disinformazione che non si è fermata neanche dopo la vittoria della Brexit, i cittadini inglesi hanno scelto di starsene per i fatti loro. Vedremo se il prossimo Premier inglese metterà in atto la volontà popolare oppure si farà sottomettere come uno Tsipras qualsiasi.

Intanto, se proprio vi serviva un motivo in più per votare No al referendum costituzionale, l’avete trovato: sapere che Confindustria e Fmi cercano di spaventarvi per costringervi a votare Sì, è una ragione più che sufficiente per votare convintamente No. Lo snellimento dei processi decisionali di cui parlano, potrebbe portare a ulteriori modifiche costituzionali, di certo non a favore dei cittadini, bensì dell’élite che decide ai piani alti dell’establishment. E gli obiettivi possono essere tanti, tutti tesi a diminuire il perimetro democratico, a togliere diritti ai lavoratori, a criminalizzare il dissenso, la protesta e gli scioperi, infine a mettere le mani sul vero bottino che interessa a questi signori: i risparmi privati degli italiani.”

 


Leggo esterefatta che i burocrati insieme alla immondizia dirigenziale di Wall Street hanno deciso che l’Italia non ha più bisogno di una democrazia, ma di una teocrazia governata dai burocrati e dalle banche d’affari americane che come avvoltoi stanno girando sopra la preda indifesa per colpa di una classe politica corrotta e corruttibile ove tutto è permesso grazie alle immunità che si sono conservati, come baronetti di un tempo passato quando esisteva i monarchia, i cospiratori politici genuflessi alle dipendenze dei poteri forti, che ordinano cosa fare della plebaglia, dei lavoratori, e dei pensionati, gente che non sa come si vive con 1000 euro al mese per i fortunati che li hanno, gente che viaggia in elicottero non taccando mai terra me non mischiarsi alla persone comuni, gente non sa cosa significa dover rinunziare a qualcosa quando fai la spese perché altrimenti non puoi pagare il conto salato dell’energia elettrica, gente che non scende in piazza se non con numerosa scorta. Credo che sia arrivato il momento del faccia a faccia, ma non avete la dignità di farvi vedere da vicino perché sapete che la reazione della popolazione sarebbe come la presa della Bastiglia, avete paura e vi potete nascondere solo nei vostri immensi palazzi di vetro, o nelle vostre lussuose ville, imponete dall’alto come gli Eloim della Bibbia i vostri voleri, pur sapendo che anche voi siete mortali, ebbene la gente deve insorgere contro di voi il vostro status i vostri pensieri con un sorriso si soltanto con sorriso, quello valete, e poi se non bastasse chissà…….. Rileggete gente ciò che hanno scritto i componenti dell’ Antigruppo le poesie sono più che attuali per il periodo che stiamo vivendo…… Penso alle poesie arrabiate di Crescezio Cane, o a quelle di Nat Scammacca 

A MEETING WITH NICOLO’ D’ALESSANDRO AND NAT SCAMMACCA INCONTRO CON NICOLO’ D’ALESSANDRO E NAT SCAMMACCA

THE WALL

i did a terrible thing!

! buiit the wali! it is high and wide and long And stranger still it is silence.

I know – for brick by brick ! raised the wall around me And closed myself away.

The wali is structured With seam’pps time I cannot grasp it I cannot tea< .1 down,

The fool I am says,

It is not there.

But I know the wail Is high and wide and long.

For bricks I used the peace i gathered in her arms Thinking peace was mine forever. Then I sacrificed our love For solid stones to stand As the substance of the wall.

Now I have nothing but the wall And silence.

What a terrible thing to know It was I

Who built the wall!

1965

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Presentazione del libro del Prof. Antonino Serina “Nat Scammacca Poeta e filosofo della scienza” 20 Febbraio 2016 -Biblioteca Fardelliana Trapani

 

Nella sala grande della Biblioteca Comunale di Trapani “ Fardelliana”, si è tenuta il giorno 20 c.m. la presentazione dell’ultimo lavoro edito del Prof. Antonino Serina ( edizione Arianna) “”Nat Scammacca Poeta e filosofo della scienza” alla presenza di un folto numero di persone. Presentazione introdotta dall’Assessore Laura Montanti, presenti al tavolo anche il Prof. Salvatore Bongiorno che ha curato l’introduzione,

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la Direttrice della Biblioteca Dott.ssa Margherita Giacalone,  e Ignazzino Russo amico dii Nat Scammacca e componente dell’Antigruppo Siciliano.  E’ stata ricordata anche la figura di Nina Scammacca e il ruolo della sua sua opera  a favore della cultura locale. A margine della manifestazione la premiazione dei partecipanti al Premio Nat Scammacca voluto e sponsorizzato dal Pro. Serina con il concorso indetto presso le scuole superiori del Trapanese.

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Immagine Filosofica di Nat Scammacca

Sabato sera sono stata invitata dal Prof. Serina a cena, nel contempo mia donato il suo ultimo lavoro su mio padre con dedica “Nat Scammacca Poeta e filosofo della scienza”, un corposo volume edito Edizioni Arianna, contenenti passi degli scritti  di Nat Scammacca  spiegati ed illustrati in maniera capillare  dal Prof. A. Serina. Lo scritto vuole dimostrare quello che avevo anticipato in vari post su Facebook, sulla sanità mentale dello scrittore di casa ed identifica la metodica dalla scomposizione di concetti complicati in metodi semplici di interpretare le vibrazione dell’etere(concetti di spazio tempo quantico), come le vibrazioni dell’universo  possono interagire con la mente anche nelle piccole cose. In alcuni scritti proiettando se stesso nell’etere dal quale riceve onde di pensieri che trasforma in immagini suggestive nei suoi scritti. Oltre a molti passi e versi di Nat Scammacca il libro di A. Serina include anche il parere di altri ricercatori sulla validità dei testi del siculo-americano.

Glenda Scammacca

Libro di Antonino Serina

Libro di Antonino Serina

I due mondi tendono l’uno all’altro per unire deserti di polvere a sogni e sono in ciascuno di noi.

Professere/Scrittore

Professere/Scrittore

Scammacca, Due mondi. Si gira fermi con Mach, p. 33.

Antonino Senna

NAT SCAMMACCA

Poeta e filosofo della scienza

Noi Universo Piccole onde – crespalure – crespe come foglie appuntite come luce

pulsano e s’intrecciano immobili si muovono

senza muoversi

bianco su nero

ondeggiano nell’immobilità

del mondo intero.

Gioca gioca col silenzio, Ericepeo II,… p. 27

… la realtà della stessa esistenza è un etere fornito di fotoni-quanti che non si muovono ma oscillano e noi siamo manifestazioni di quelle oscillazioni come quelle dell’acqua…

Nat Scammacca in A meeting with David B. Axelrod and Gnazino Russo,… p. 55

Noi siamo come le onde e come tutti gli oggetti, siamo un fluire di eventi, siamo processi. La meccanica quantistica non descrive oggetti, descrive processi ed eventi di processi che interagiscono fra processi.

Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare,… p. 119

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Febbraio 2016, Scammacca Web di Glenda Scammacca

Dal Post Faceebook Antonino Serina

Febbraio 2016,  Scammacca Web di Glenda Scammacca

Il risentimento di Glenda nei riguardi di Giacomo Pilati, espresso nei termini:” nelle presentazioni del suo romanzo presenta un’immagine non veritiera della vita che voleva rappresentare di mio padre”, questa mattina del 1 febbraio 2016, mi colpisce e mi rattrista e mi sento moralmente obbligato ad intervenire.
Ognuno ha il suo Kant, si suol dire in filosofia, come nella storia delle religioni ognuno ha il suo Buddha, il suo Osiride, il suo Cristo.Quanti indirizzi filosofici diversi e divergenti e quante religioni diverse e contrastanti si sono sviluppate su una data figura storica, divenuta oggetto di desiderio, di conforto, della nostra fantasia, del nostro mondo interiore. Come gli individui così fanno i popoli. Ogni cultura, ogni civiltà, ogni angolo del mondo ha il suo Dio. Abbiamo bisogno di produrre, proiettare, dire, parlare; ognuno di noi lo fa in modo suo e personale. Nelle cose grandi e nelle piccole. C’è una costante nel nostro agire e può esserci una variante. Il romanzo di Giacomo Pilati è un romanzo e come tale deve essere letto. Ma se si dice espressamente che si rifà ad una storia, allora siamo coinvolti e trascinati a non saper più distingure storia e fantasia; cosa molto seria e delicata soprattutto quando si tratta di aspetti che riguardano la dignità d’una persona, la sua sanità mentale, il suo prestigio. Che poi intervenga uno psichiatra alla presentazione d’un romazo lo vedo anche legittimo. Ma come si fa a distinguere lo Scammacca del romanzo e lo Scammacca vero? Nel mio lavoro su < Nat Scammacca Poeta e Filosofo della Scienza> do certamenre una analisi diversa del persoaggio. Può darsi che ognuno ha il suo Scammacca, come ognuno  ha il suo Kant, ma non possiamo sminuire nè il decoro e la dignità. Antonino Serina. Questo scritto riproduce una riflessione spontanea ed immediata.

Mostra del Disegno Contemporaneo di Piccolo Formato a cura di Nicolò D’Alessandro

La dissoccupazione è pari al 22,50 per cento e tra i giovani il 60 per cento è senza lavoro. Nella Città hanno chiuso quasi tutte le gallerie d’arte, molte si apprestano a farlo. Alcune resistono con grandi sacrifici sostenuti solo e soltanto dalla passione. Il pubblico in tale clima è disorientato, passivo e indifferente. Questa mostra ci permette di fare qualche riflessione sul valore di un mezzo molto spesso trascurato.Catalogo quadrato_Layout 1(ridotto)_008

La rivoluzione telematica, estranea all’arte, ha svecchiato il linguaggio non certamente l’arte delle nuove ultime generazioni o il sistema dell’arte sostenuto dall’ economia. Con questo privato tentativo, una mostra di disegni, cerco di riportare il senso della sua pratica nei giusti territori. Cerco di instaurare il sospetto ai consumatori, spesso passivi ed inconsapevoli del  contemporaneo, che il disegno è fondamentale nell’arte. Provocare, se pur in maniera marginale e non certamente esaustiva, l’incontro tra l’immaginario collettivo e la memoria della prima forma virtuale dell’uomo che da sempre ha comunicato, comunica e ha reso visibili i pensieri astratti in immagini disegnate. Ho la certezza che la contemporaneità, luogo definitivo della decadenza, progetta visibilmente soltanto il passato, poiché si nutre di passato. Non vuole e non può profetizzare alcun futuro. L’arte non è più in grado di immaginare ciò che verrà. Soltanto la scienza e la tecnologia sono in grado di leggere i percorsi che portano ai nostri futuri destini umani. Senza assumere una posizione disfattista, nonostante tutto, il ruolo dell’arte è non soltanto fondamentale ma indispensabile. Avverto il senso di inadeguatezza di fronte ai cambiamenti epocali che mettono in discussione il “senso” di ogni scelta. Ci confrontiamo con il tempo, con la contemporaneità. Navighiamo a vista in un panorama devastante e devastato, in un tempo artistico disomogeneo che deve fare i conti quotidianamente con il tempo del mondo.  Tutto accade, come in un       Catalogo quadrato_Layout 1(ridotto)_040
cortocircuito, tra finzione, velocità e realtà. Molto spesso ci domandiamo se tutto ciò che viviamo, ciò che vediamo enfatizzato, gridato attorno a noi, accade davvero. L’inconcepibile, l’insostenibile, nell’intero pianeta coabitano tranquillamente, con le necessità individuali dell’uomo, con le sue speranze. Con la voglia istintiva di appartenere positivamente alla vita, all’umanità, condividerne bisogni, dolori e gioie. Esistono delle sacche di resistenza individuale? Forse si. Voglio sperarlo con tutta la mia forza.

Osservando questi disegni di piccolo formato, alcuni artisti si  esprimono con una “resistenza delicata” agli attacchi di un sistema dell’arte che sempre più modifica la nostra identità, che non necessariamente esprime valori condivisi ma conferma una inarrestabile decadenza, la precarietà di un pensiero sempre più flebile e inconsistente.

In questa occasione trentotto artisti senza differenza generazionale, invitati su Facebook, coabitano con diversificate espressività, sensibilità, speranze sottaciute nella comune volontà di forzare il grande vuoto comunicativo con l’attraversamento del passato, con il teCatalogo quadrato_Layout 1(ridotto)_017ntativo di comunicare se stessi, la voglia identitaria di vivere e di sopravvivere nella umana speranza di perennità e di continuità. Alcuni lo fanno attraverso la pratica disegnativa che tiene conto delle “regole” compositive. Alcuni recuperano tracce di memoria di un mondo ormai scomparso  dove ogni cosa sembra essere incomprensibile. Dove il senso dello spaesamento, dell’inquietudine diventa visibile. Altri ancora con il fumetto, l’ironia, la fiction, gli ex libris raccontano con chiarezza le loro scelte este- tiche ed esistenziali. Alcuni artisti, con segni enfatici, tentano di forzare i luoghi della poesia e del sogno. Qualcuno con atteggiamento ludico, contemplativo, tra nostalgia e ricordo, disegna il proprio destino. Per quel che mi riguarda, il disegno è la mia casa. Mi piacerebbe diventasse una casa comune molto grande.Catalogo quadrato_Layout 1(ridotto)_009

Palermo, ottobre 2015

In ordine alfabetico gli artisti partecipanti alla I Edizione della Mostra del Disegno Contemporaneo di Piccolo Formato:

Giuseppe Agozzino (Agrigento)
“Cave Canem”, matita e tecnica mista su tavola, 2015

Gianni Allegra (Palermo)
“Partita infinita”, china su carta, 2015

Rosario Amato (Carini, Palermo)
“Prova di matita in blu”, pastello su carta, 2015

Giorgio Aprile, (Palermo)
“Ritratto”, biro blu su carta, 2015

Dario Balletta (Palermo)
“Òsamir dove sei?” II, mista e penna a sfera su carta da parato, 2015

Agnese Brusca (Priverno, Latina)
“senza titolo”, incisione, 2015

Ilaria Caputo (Palermo)
“Antica civetta”, china su carta antica, 2015

Sandro Chinellato (Conegliano, Mogliano Veneto)
“Il Molinetto Solitario”, acquaforte-puntasecca, 2015

Liliana Conti Cammarata (Palermo)
“Alberi”, china e china diluita su cartoncino, 2015

Luca Crivello (Bagheria, Palermo)
“Senza titolo”, matita e pietra nera su carta preparata, 2015

Nicolò D’Alessandro (Palermo)
“Torretta di Babele”, grafite su carta antica, 2015

Patrizio Di Sciullo (Roma)
“Il principio maschile incontra il principio femminile”,
inchiostro su carta, 2015

Fabio Dotta (Trieste)
“Ex libris-Milano Expo, 2015”, acquaforte su rame, 2015

Leonida Franco (5 anni) (Palermo)
“Senza titolo”, matita su carta, 2015
Carla Horat (Basilea)
“Senza titolo”, matita su cartoncino, 2015

Edo Janich (Valvasone, Udine)
“Senza titolo”, acquaforte su rame, 1994

Antonino Liberto (Palermo)
“Donna di spalle”, matita su cartoncino, 2015

Beppe Madaudo (Palermo)
“Leopardi”, grafite su carta, 2015

Sergio Mammina (Monreale, Palermo)
“PIN Guino inguaiato”, mista e biro su carta Fabriano, 2015

Gino Merlina (Petralia Soprana)
“Torre di Babele, puntasecca, 2015

Carmelo Micalizzi, (Catania)
“un diavolo per capello”, penna su cartoncino, 2015

Sara Morghese (Erice, Trapani)
“tre Dee di Sicilia”, grafite su cartone, 2015

Giorgio Negri (Palermo)
“My Last Slave”, carboncino su carta, 2015

Vincenzo Ognibene (Termini Imerese, Palermo)
“Il guaito del cane”, mista e matita su cartoncino, 2015

Franco Panella (Monreale, Palermo)
“Dialogo/Uccelli di Carta”, pastello su cartoncino, 2015

Gabriella Patti (Palermo)
“L’Isola sospesa”, matita su carta, agosto 2014-agosto 2015

Antonella Pomara (Palermo)
“Fischiando e ballando”, china e china colorata, 2015

Giovanni Proietto (Realmonte, Agrigento)
“Nel giardino dei limoni” (piccolo disegno)
Grafite su carta paglia, 2015

Gianni Provenzano (Agrigento)
“Senza titolo”, matita e carboncino, 2015

Simone Provenzano (Agrigento)
“Senza titolo”, matita e carboncino, 2015

Mariella Ramondo (Palermo)
“Sopravvivenza”, acquaforte su zinco, 2008

Gery Scalzo (Palermo)
“Paesaggio”, matita su carta, 2015

Rosaria Scotto (Gragnano, Napoli)
“Nei tuoi silenzi”, bulino su rame, 2015

Simone Stuto (Racalmuto, Agrigento)
“Senza titolo”, acquaforte su zinco, 2015

Giovanni Timpani (Napoli)
“Senza titolo”, china su carta, 2015

Valeria Troja (Bagno a Ripoli, Firenze)
“Senza titolo”, grafite su carta, 2015

Accursio Truncali (Palermo)
“Teste panormite”, china su carta, 2015

Pietro Vaccarello (Palermo)
“Senza titolo”, carboncino su carta, 2015

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